Episodio 410 – Patreon of the Week, Cold City / Hot War, Light Speed Arena, Mooki Island
Cultismo tutto! JACK: “Ho problemi a ricordare i nomi, ma vado meglio con quelli un po’ diversi dal solito”. GISBERTO: “Hold my beer”.
Cultismo tutto! JACK: “Ho problemi a ricordare i nomi, ma vado meglio con quelli un po’ diversi dal solito”. GISBERTO: “Hold my beer”.
Cultismo tutto! Allora, vi siete iscritte e vi siete iscritti tutti alla DBCena del 23 maggio? Sarebbe bello vedere del nuovo cultismo dritto dritto nelle palle degli occhi. Certo, ci aspettiamo numerosa la classica fauna da “evento organizzato dal DBC”, personaggi che popolano da anni il sottobosco melmoso degli ascoltatori più fedeli.
Nonostante alla registrazione di questa settimana non abbia partecipato Jack, il suo spirito era comunque con noi, dato che in apertura abbiamo malamente sbagliato il numero dell’episodio. Per non dare adito ad ulteriori dubbi: questo è proprio l’episodio 407 (QUATTROCENTOSETTE). Sapevatelo.
Amiche e amici del DBC. Dal nostro panopoticon possiamo vedervi, intenti nel vostro febbrile brulicare, mentre ridacchiate tra di voi, fregandovi le manine mentre vi dileggiate ebbri di auto compiacimento, facendo finta di non sapere chi sia l’autore dell’intervento su Formidable Farm.
Amiche e amici del DBC. Questa settimana AI, non ho tempo. Ciao.
“Buonasera”. “Buonasera, come posso esserle utile?”. “Guardi, io ho seguito passo passo tutta la procedura del manuale. Ho bruciato nel caminetto una copia di Wingspan, ho pronunciato 15 volte la parola sottomergibile e ho passato la notte a leggere librogame con il sottofondo di partite registrate degli Orlando Magic. Inoltre, mi sono messo le cuffie e ho ascoltato 18 volte di fila Bang Bang dei Totorro.”
Cultismo tutto. Altra settimana, alto ostacolo nella realizzazione dell’episodio a quattro. Nello specifico, il Capitano Rubbo ha dovuto temporaneamente parcheggiare il jet di linea con cui solitamente ci porta a spasso per mondi cupi e vagamente inquietanti, spesso legati a oscurità e corruzione. Non vi preoccupate, caro pubblico, è solo un innocuo incidente di percorso. Torna però il DucaConte. Avreste dovuto vederlo. Il capello ceruleo e alla moda, il naso adunco, perennemente affamato, il pugno facile. In effetti era sempre il solito a parte una benda, purtroppo non da pirata. In quanto al dottor Bolivia, si è presentato con un gioco di Knizia e ci ha scaldato il cuore perché talvolta è bello rifugiarsi nel brodo caldo dopo una dura giornata d’inverno.
Cultismo tutto. Il freddo inverno circondava la sua mangione con una stretta inevitabile. Il ghiaccio si accumulava tra le pieghe degli infissi e la luce di un sole pallido e morente si faceva strada a malapena attraverso il pesante tendaggio. Al centro della grande stanza ovale, un letto. Al centro del letto, il DucaConte. Al centro del DucaConte, un sentimento di profonda malinconia. Due episodi persi nel giro di un mese. Chi sono, io? Si chiese, mentre allungava lentamente il braccio per accarezzare il manuale in pelle di Cani della Vigna. Fissò per un attimo la sua attenzione sul grande scaffale con la big box di Thunder Road Vendetta ancora incellophanata. Il suo sguardo si fece meno vuoto. Aprì Vinted con mano tremolante. Ancora zero offerte per la sua copia usata di Blitz Bowl a 899€. Un prezzo onesto, ma forse era giusto così. Forse, era il destino che gli Vai all'episodio
Cultismo tutto. Federica Brignone. Flora Tabanelli. Francesca Lollobrigida. Il DucaConte. Tutte medaglie olimpiche che hanno lasciato il segno: chi sul ghiaccio, chi sulla neve, chi sulle tavole da gioco di tutto il mondo. C’è chi ha realizzato tempi record, chi si è esibita in evoluzioni pirotecniche, chi ha lanciato dadi e token ovunque in preda ad incontrollabili scatti d’ira. Perché il DBC è questo: un posto dove i sogni diventano realtà, e la realtà si piega e si rompe sotto i pugni del DucaComte. Voilà. Pure la rima vi abbiamo regalato. Altro che Olimpiadi.
Cultismo tutto. Avete capito bene. Questa settimana cerchiamo (invano peraltro) di fronteggiare la dolorosa assenza del DucaConte con una specie di Royal Rumble di titoli che tre mesi fa sono stati i finalisti del gioco dell’anno italiano. Li abbiamo proprio messi dentro un’arena virtuale della nostra fantasia e con le armi della dialettica, della leggerezza del sentimento e della fine capacità analitica, li abbiamo vivisezionati, ri-assemblati e infine sparati uno contro l’altro tipo protoni al CERN. Per il risultato ti tali operazioni, sarà necessario skippare queste inutili righe di testo e schiacciare umili il tasto PLAY.